Archivio per denis brandani

Una storia immortale, di Leonardo Bonetti

Posted in 2013, Roma with tags , , , , , , , on 29 novembre 2013 by iram17

Questo libro è per il lettore una vera sorpresa, perché deve essere stato una sorpresa per chi l’ha scritto.

Come un animale impastato di aria e di sale, il libro respira il respiro delle tue mani e finisce per innervarsi sulla tua fronte come l’occhio di uno scarabeo d’argento. Sarà difficile che questo racconto muoia come tutti gli altri nella discarica pneumatica di una letteratura condannata alla parodia di se stessa. “Una storia immortale”, come un veleno sottile ma tenace, si mischierà con il tuo sangue e ne cambierà per sempre il colore.

Già la cover appare aliena nella sua vittoriana familiarità. Con quel cielo che sembra uscito dal trip di un pittore espressionista e le due figure appena ritagliate dalla luce in tralice della fine, si rivela come una installazione estrema. L’ultimo ready-made di un pazzo unto da Dioniso. Un memento mori o un testamento della dissolvenza. O forse solo una di quelle fotografie che nelle scene madri dei film si sciolgono nel morso della vampa.

A ben guardare, in questa immagine le due figure non ci sono. Appiattite sul fondale corrugato del nulla, sono già state spazzate via dal vento della parola e hanno lasciato sulla carta solo l’aura del dolore. Il dolore eccentrico di due vite concentriche. Avvitate l’una dentro l’altra nella banalità del male.

In queste pagine c’è solo la parola sovrana che insegue la cristallina perfezione della propria vibrazione. In questa storia immortale, Sebastiano e Blaniĉka non sono. Non esistono al di là del loro negativo perfetto. Non sono i protagonisti di una finzione letteraria. Non sono i personaggi di un romanzo postmoderno. Non sono l’invenzione allegorica di una umanità allo stremo. Non sono gli esangui fantasmi del solito noir votato alla rassicurazione filosofica.

Loro due e tutti gli altri, i morti e i vivi, e la natura abbagliante della montagna e la luce luciferina di Roma e l’eco lacerata della terra di Bucovina, sono la letteratura stessa che chiede conto alla finzione. E sono l’umanità che chiede conto alla letteratura del suo compito. Incarnando la radice di un gesto antico da sempre levato, Sebastiano e Blaniĉka sono la storia che mai finirà.

30 novembre 2013

Luigi Fabio Mastropietro

Una storia immortale, di Leonardo Bonetti

“There’s a mountain lake near Dilijan” Denis Brandani

Posted in New York with tags , , , on 22 settembre 2010 by iram17

[…] There’s a mountain lake near Dilijan. The water is changing its colour with every breath of the wind. The Armenians call it the Sea and bathe in its cool iridescence until December. This morning, an old woman in black grazes her sheep in the cemetery of Noraduz, on the higher shore of the lake. Around her there’s a desert scattered with khachkar. Sepulchral stones and sheep in the hum of the dead. A barefoot peasant gives me the lavash, just cooked in a black stone in the shape of a cross, without stopping the silence. I run away like a thief, on foot on the uneven cobbles for miles up to the monastery of Haghartsin. The oak doors, covered with moss, are shot in perpetual time. I sit down to the ground near the yellow carrion of a swan, while the iron cross drips rust on the sun up. I am cold and have my feet like dead. My heart could burst in my chest just now and I could never feel anything of what the people of this land felt. I wish to pray, I am only able to cry. […]

Modelli letterari: la fine dei localismi_II

Posted in Art and Literature with tags , on 16 ottobre 2009 by iram17

….. Finalmente, ma non ultimo, Luigi Fabio Mastropietro scrittore di uno sperimentalismo senza spocchia (con il suo eteronimo Denis Brandani, nei casi di occorrenze saggistiche d’avanguardia interartes: tra letteratura, cinema, teatro, pittura). Mastropietro e Brandani che giocano come usavano Fernando Pessoa e Jorge Luis Borges, l’uno mascherandosi dietro innumerevoli pseudonimi (“il poeta è un fingitore”), l’altro affermando il falso (millantando di trascrivere da autorevoli fonti, in realtà inventate da lui medesimo), perché la letteratura – affermava il terribile cieco argentino – è solo “finzione”. Come sa bene Brandani quando ‘finge’ di tradurre in inglese Mastropietro. E, per l’appunto, l’«AltroVerso», la rivista da lui diretta  (e da cui ho attinto a piene mani), si qualifica non solo per l’accoglienza che riserva a poeti e scrittori, non solo locali, di grande personalità, ma ancora di più perché si apre con malcelata ma ben riposta ambizione a culture e codici diversi “all around the world – regalando anche ai lettori più remoti un segno della vitalità culturale di questa terra”.

Ed è precisamente per questa via che la Letteratura domiciliata a Campobasso si fa agente e testimone del nostro tempo, in clima di inesausta ricerca espressiva e, soprattutto, in gara con il resto del mondo letterario.

Gianni Spallone

Il Corpo di Dioniso, Denis Brandani

Posted in Art and Literature with tags , , , on 1 settembre 2009 by iram17

Non vedrò mai il dio in faccia.

Ma non importa più, ormai.

Ho sentito la sua musica

e posso respirare il suo fiato dentro di me

(Denis Brandani)

Il corpo di Dioniso

Racconto d’inverno è un romanzo e un’opera musicale. Generati dallo stesso autore, il racconto letterario e quello musicale portano lo stesso nome. Sono come gemelli omozigoti. Fecondati dallo stesso uovo, mostrano geni culturali uguali.

In realtà, penso che non ci sia differenza tra il Racconto d’inverno letterario e quello musicale, perché entrambi sono una bussola che mi guida nel labirinto cieco di questa esistenza. Un sestante, per misurare l’angolo di elevazione della mia coscienza sull’orizzonte limaccioso di questa incarnazione. Racconto d’inverno, come un sestante, fa combaciare lo specchio dei miei sogni con lo specchio della realtà, sottraendo la deriva nel quotidiano della mia mente.

Quando leggo della fuga rosso sangue del protagonista, penso che Racconto d’inverno sia stato scritto da sempre. Penso che sia stato cantato ancora prima della scrittura. Salmodiato dalle voci dei morti del mondo prima di affondare la faccia nella terra. Prima di passare la soglia in fiamme del monte Horeb.

E allora vedo che il fuggiasco e il bambino-guida e la giovane donna sono la stessa persona. Condannata a girovagare nel labirinto di specchi e chimere di Cnosso. Sono il Minotauro che vive nel sottosuolo allagato della mia coscienza, perchè Racconto d’inverno è la cabala visiva del Minotauro prigioniero di se stesso.

E come il Minotauro comincio a vedere sigilli di fuoco impressi sulle porte di piombo. Comincio a udire suono di passi nelle gallerie deserte. Voci che si rincorrono nella mia testa. Gli occhi velati di cenere e lacrime, vedo tutti i colori del mondo. I colori del deserto e delle città di sabbia. Il muto colore della tormenta e il suono trasparente della pioggia sul roveto. Come il Minotauro braccato, ho in bocca il sapore nero della guerra. Un freddo che non è di questa vita mi brucia le ossa. E mi nutro dei pochi sogni che riesco a catturare. Sotto i miei piedi, nel letto della terra scorreva un fiume. Ora c’è solo il suo canto. Dove era l’uomo, ora solo un’impronta di polvere. Un’orma opaca.

Le mie dita sfiorano la corteccia dell’ultimo larice e i miei occhi lo sentono respirare e il sale sulla lingua mi dice che il mio viaggio sta per finire. Come il fuggiasco di Racconto d’inverno, sono giunto nella terra della pietra lunare inseguendo l’orizzonte. Sono nato nella casa delle Madri, nel fondo di quel mondo che ha spento le stelle prima che io nascessi.

Come Cristo scacciato da Dio, la mia fronte gronda sangue e le mie mani si sono indurite come quelle dei morti. Domani il mio cuore diserterà da me. E allora, dovunque mi trovo, sulla roccia della montagna o sull’asfalto di una città perduta, mi siedo di spalle alla luna.

Per i miei figli lontani o per i figli che non ho mai avuto o forse solo per me stesso, comincio a raccontare. Accendo un fuoco perché il mio racconto si nutra e le bestie si mantengano fuori del cerchio. Sento già arrivare i miei demoni in punta di piedi e unirsi al cerchio in silenzio. Adesso che il sole è tramontato e la casa è vuota, posso ricordare i loro nomi. Nominarli uno ad uno e recidere uno ad uno tutti i fili che mi legano a questa vita.

Non è strano che si possa dormire mentre la luna attraversa il cielo?

Mentre il mondo soffoca, resto zitto. Acquattato tra le coltri iridescenti del tramonto, aspetto. Aspetto che arrivi, trascinandosi sulla rena bagnata, le scarpe di stracci, incatenato per il collo all’infermiera bendata. Aspetto di vederlo cadere in ginocchio e ridere in faccia al mare, più forte del suo mugghiare. Aspetto di vedere il disertore di Racconto d’inverno tagliare quella luce così dolce e nera. Aspetto di vedere le crepe nei suoi occhi per cogliere il corpo del dio che si muove. Ma il dio si nasconde nella sua lingua gonfia di annegato e viene fuori sempre alle mie spalle.

Non vedrò mai il dio in faccia. Ma non importa più, ormai. Ho letto il suo libro. Ho sentito la sua musica e posso respirare il suo fiato dentro di me.

Denis Brandani

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Cos’è Racconto d’inverno?

INVISIBILI DI TERRA E DI CIELO – Visibilia 2008

Posted in 2008 with tags , , , on 10 ottobre 2008 by iram17

Testi di: Denis Brandani, Valentino Campo, Stefano Calzi, Kharim Chaloub, Luigi Fabio Mastropietro, Ibrahim Nasrallah

Arte visiva: Flavio Brunetti

Lettori: Mari Correa,  Maria Cristina Piccinno,  Fabio Mastropietro

Musiche di: Mari Correa, Enigma, Djivan Gasparyan,Lisa Gerrard, Sainkho Namtchylak, Arvo Part, Ahmad Pejman

Direzione Artistica: Luigi Fabio Mastropietro

Una scoperta folgorante per chi non li ha ancora letti- Gianni Spallone

Posted in Art and Literature with tags , , on 6 ottobre 2008 by iram17

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…..

Il volume raccoglie 11 racconti (9 più due 2 per l’appunto) di narratori molisani contemporanei. Sono Tiziana Antonilli, Fabrizia Conti, Massimiliano Ferrante, Pier Paolo Giannubilo, Luigi Fabio Mastropietro, Silvana Mosca, Giovanni Petta, Antonella Presutti e Simonetta Tassinari.

Alcuni già conosciuti e apprezzati (non solo) dai lettori molisani e altri, giovanissimi, saranno una scoperta folgorante per chi non li ha ancora letti.

…..

Continua

http://issuu.com/altroverso/docs/altoverso_rivista_n_8

La Galleria GiaMart Studio – VANA IMMAGINE

Posted in Art and Literature, Art and Visions, Galleria GiamArt Studio with tags , , , , on 28 giugno 2008 by iram17

VANA IMMAGINE di Ettore Frani

inaugurazione sabato 28 giugno 2008 – ore 19,30

La Galleria GiaMaArt Studio presenta: “Vana Immagine”, mostra personale di Ettore Frani. Con oltre 40 opere pittoriche l’artista indaga il tema delpaesaggio, inteso non come mera rappresentazione descrittiva di luoghi reali, bensì come riflessione intimista su immagini inconsce. Un teatro mentale in cui emergono, come in una camera obscura, immagini rarefatte e abrase dalla luce, frammenti sottratti alla materia primigenia e condotti – come nella fase alchemica al nero – alla trasformazione. Dopo il nero “assoluto”, questa nuova produzione di Frani rivela aspetti più malinconici ed evocativi. Le immagini che l’artista dipinge appaiono come strappate alla pellicola filmica o a quella fotografica, sono copie differenziali della “realtà”, ormai assente e lontana. Luoghi interiori dall’atmosfera desolata, a tratti opprimente o romantica, dove lo spettatore, come davanti a uno schermo, è impedito a qualsiasi relazione che non sia percettiva o fantasmatica. Senza mai apparire in maniera evidente, la figura umana si fa sguardo ed emerge, come traccia residuale, attraverso la proiezione di fragili ed esili ombre. “Vana Immagine” è il simulacro di una realtà esterna che appare nei modi dell’illusione, sul quale proiettiamo il nostro essere al mondo.

testo in catalogo Denis Brandani
reading teatrale Luce Nera a cura di AltroVersoEttore Frani
catalogo della mostra edizioni GiaMaArt Studio
direzione
Gianfranco Matarazzo

Scarica il pdf Vana Immagine

La parola, il canto, la memoria per Anna Politkovskaja” – Musei di Arte Contemporanea Isernia 2008

Posted in 2006, 2008, 2011, Art and Literature with tags , , , , , , , , , , on 17 maggio 2008 by iram17

“Una piuma nel vuoto”

Il MACI (Museo di Arte Contemporanea di Isernia) nell’ambito della retrospettiva

“Il teatro della memoria” dedicata all’artista visivo Vincenzo Ucciferri, ospita l’evento

Una piuma nel vuoto – La parola, il canto, la memoria per Anna Politkovskaja“.

Il reading teatarale  Una piuma nel vuoto, è strutturato con linguaggi differenti che spaziano dalla lettura di testi teatrali e poetici, alla musica live e al cortometraggio cinematografico.

Le memory songs per Anna Politkovskaja, composte da Nicola Dragotto – musicista e cantattore del Teatro canzone, sono eseguite dal vivo dallo stesso autore e da Angelo Cioffi – musicista, compositore e direttore d’orchestra.

I testi poetici e teatrali di Denis BrandaniPaola Pediconi sono letti in lingua russa e italiana da Mari CorreaAnja Nikolaeva e Luigi Fabio Mastropietro.


Data 17/05/2008
Luogo Palazzo della Provincia – Via Berta. Ore 19,00  Isernia

ANTICLIMAX: L’angelo delle corde’,

Posted in 2007, Art and Literature, Grandi Magazzini Teatrali with tags , , , , , , , , on 3 maggio 2007 by iram17

‘L’angelo delle corde’,

si presenta a Campobasso l’opera di Brandani


“L’angelo delle corde”, evento di presentazione dell’opera letteraria di Denis Brandani alias Fabio Mastropietro

presso Biblos – Il Caffè Letterario dei Grandi Magazzini Teatrali –  Via Gorizia, 42 – Campobasso, venerdì 4 maggio 2007 – ore 18.30.

Venerdì 4 maggio 2007, alle ore 18.30, nell’ambito  delle iniziative di Biblos – Il Caffè Letterario dei Grandi Magazzini Teatrali in Via Gorizia 42  Campobasso, si terrà l’evento di presentazione dell’opera letteraria dello scrittore Denis Brandani.

LEGGI L’ANGELO DELLE CORDE Open publication

L’incontro è strutturato in un reading lirico – musicale con interazione video al quale seguirà una breve presentazione critica di Valentino Campo, Direttore Responsabile di AltroVerso – Quaderno internazionale di segni contemporanei,  e del critico d’arte Antonio Picariello.

L’evento è il quarto di una serie di importanti appuntamenti con scrittori, poeti, critici e artisti (proposti con video-performances e musica dal vivo) e promossi dal direttore artistico dei Grandi Magazzini Teatrali, prof. Michele Lanza e da AltroVerso, nell’ambito del progetto I venerdì di Biblos – Il Caffè Letterario dei Grandi Magazzini Teatrali.

Anticlimax, di Fabio Mastropietro

Posted in 2007 with tags , , on 30 marzo 2007 by iram17
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